Parola chiave Patrick Edlinger
Oversand 1981
Oversand è uno dei primi film dedicati all'arrampicata libera, il terzo di una serie di tre, tra cui "Overdon" e "Over-Ice". Diretto da Jean-Paul Janssen, il film è stato girato in 35 mm in Algeria, nel deserto del Sahara, nella regione di Tamanrasset, sulle pareti delle maestose vette del massiccio dell'Atakor, una sottoregione centrale dell'Hoggar, il cuore montuoso dell'Hoggar, un altopiano vulcanico quasi circolare con un'altitudine media di 2.000 metri, che culmina nel Monte Tahat (2.918 m), la vetta più alta dell'Algeria. L'Atakor si distingue per le sue spettacolari vette vulcaniche, le sue guglie e i suoi paesaggi accidentati, frutto dell'erosione di antichi camini vulcanici, che ne fanno le cime emblematiche dell'Hoggar, come l'Assekrem, l'Ilamane o il Tizouyag, dove gli alpinisti Patrick Edlinger, Patrick Bérhault, Bernard Gorgeon, Hugues Jaillet, Jacques Perrier, Stéphane Troussier e Odette Schoënleb si evolvono sotto l'occhio vigile delle carovane tuareg.
Arrowhead 1989
Opera Vertical 1984
Vertical Opera è un documentario diretto da Jean-Paul Janssen, con gli scalatori Patrick Edlinger e Jean-Paul Lemercier nelle Gole del Verdon. Il film si apre con una sequenza di allenamento di Patrick Edlinger, poi concatena le vie con Jean-Paul Lemercier su "L'Ange en décongelation" (7a), in cui cade volontariamente per dimostrare l'utilità della corda, e poi su "Le Septième Saut" (7b+). Infine, la scena finale, un'antologia, consiste in un primo piano di Edlinger che sale in free solo e a piedi nudi la via "Débiloff", sempre nel Verdon, sopra centinaia di metri di vuoto, il tutto su musica lirica. Si tratta di "Wie Furchtsam Wankten Meine Schritte", l'aria per voce di contralto dalla cantata BWV 33 di Johann Sebastian Bach, musica non estranea al tema del documentario: "Quanto erano vacillanti e timorosi i miei passi".
Roc'n Wall 97 1997
Over-Ice 1981
La Vie au Bout des Doigts 1982
"La Vie au Bout des Doigts" è un documentario di Jean-Paul Janssen, uscito nel 1982, che racconta la storia di Patrick Edlinger, la sua passione, l'arrampicata, praticata in solitaria ("a mani nude"), ovvero senza corda o assicurazione. Il film inizia con una sessione di traversata in mare in solitaria presso il sito di Piade, vicino a Tolone. Nella seconda parte, Patrick Edlinger si allena a Buoux prima di scalare in solitaria una grande via in questo ormai famoso sito di arrampicata. Questo film leggendario, per più di un motivo, è considerato il primo film di arrampicata, ovvero in cui l'arrampicata è un'attività a sé stante e non un mezzo di preparazione all'alpinismo. Il suo successo mediatico è stato tale da proiettare Patrick Edlinger al rango di star mondiale e, soprattutto, ha fatto conoscere l'arrampicata al grande pubblico, ottenendo persino una nomination al Premio César per il Miglior Cortometraggio Documentario.
Il Était Une Voie Edlinger 1997
Sono passati quindici anni da quando le spettacolari immagini di "La vita a portata di mano" di Jean-Paul Janssen hanno fatto conoscere al grande pubblico l'arrampicata libera e la sua incarnazione: Patrick Edlinger. Abbiamo assistito alla nascita di un fenomeno sportivo che avrebbe lasciato un segno indelebile in generazioni di scalatori. Ma quindici anni dopo, nel 1997, oltre il mito, dov'è Patrick Edlinger? Gilles Chappaz lo ha incontrato su alcune delle pareti più belle delle Gole del Verdon e di altre falesie durante le riprese del documentario di Maurice Rebeix "Roc'n Wall 97", dove condivide la sua pratica e la sua filosofia di arrampicata con le giovani generazioni, tra cui Liv Sansoz e Arnaud Petit.

















